La storia

Incastonato tra la cornice dei monti del parco del Pollino e adagiato nell’alta valle del Frido domina maestoso, sulla confluenza dei due fiumi Salice e Frido, il mulino Iannarelli. La sua costruzione risale al 1745, ne fu proprietario il principe Sanseverino di Bisignano, il quale ne fece strumento per lo sfruttamento delle acque.
Al tempo, il mulino, divenne fonte inestimabile di ricchezza che andò consolidandosi quando, nel 1877, fu acquistato dal capitano della guardia mobile Gennaro Iannarelli. Tra storia e leggenda il Capitano fa ancora oggi del mulino luogo di emozionante suggestione, tutti gli spazi fedelmente ricostruiti ed oggi adibiti ad attività ricettiva trasmettono sensazioni d’altri tempi.
Costui uomo di grande ingegno e lungimiranza congenita, dopo aver arginato il fenomeno del brigantaggio in quella stessa area e dopo essere stato assolto nel 1869 perché accusato di essere artefice di atti criminosi e connivenza con i briganti, si ritirò nella frazione di mezzana e con il denaro accumulato, diede vita al più grande polo industriale di quei tempi, in quanto aggiunse al mulino una segheria idraulica e una gualcheria, con annesso fabbricato per la propria abitazione.
La sua vita continuò contrassegnata da eccessiva autorità e da gravi disordini morali fino a quando colpito da difterite morì a soli 55 anni, era il 29 maggio del 1892 da allora l’intero patrimonio è sopravvissuto nel tempo superando anche l’incendio che sul finire del XIX sec. rischiò di distruggerlo definitivamente.
La continua lotta per la sopravvivenza lo mantenne in vita fino alla chiusura definitiva avvenuta negli anni 60-70. Dal 2000 in poi, grazie all’interesse dell’amministrazione comunale, l’antico mulino, ormai rudere, rinasce, con una fedele ricostruzione, riproponendosi in una nuova veste quasi a testimoniare la naturale vocazione economica produttiva che da sempre ha contraddistinto questo magico posto.
Il mulino Iannarelli oggi ripropone un discorso economico nuovo rispettando quelle che sono le vocazioni dell’intero territorio che da anni ha investito sul turismo. Piccolo scrigno in pietra oggi la struttura si apre al mercato turistico con nove camere di cui 5 suite tutte finemente curate soprattutto nell’arredamento, ogni ambiente si presenta confortevole e dotato di telefono, tv con impianto satellitare, connessione wireless, mini bar, salottino e possibilità di servizio in camera.
Spazio piacevole diventa anche il bar, da intendersi non nella forma di utilizzo comune ma come american-bar, luogo, cioè, dove intrattenersi piacevolmente per l’aperitivo o il dopo cena. Altro spazio della struttura è la saletta pluriuso a disposizione degli ospiti per attività varie, al tempo stesso utilizzabile per piccole conferenze, incontri culturali, pertanto sarà arredata ed attrezzata di volta in volta in base alle esigenze che l’evento richiede. La sala ristorante, luogo di eccellenza dove ritrovarsi per gustare un ottimo pranzo, ha un arredamento in linea con il resto della struttura. Al tempo stesso i tavoli sono opportunamente distanziati in maniera tale da garantire il massimo della privacy ai commensali.
Il servizio, sempre curato, è professionale, discreto e cordiale. La cucina, magistralmente curata dallo chef Carmine Signore, rimane il punto di eccellenza dell’intera struttura e rispecchia la tradizione del territorio alleggerita e presentata in maniera da godere anche alla vista dei piatti. Cucina del territorio dunque e quindi utilizzo dei prodotti del territorio, seguendone la stagionalità .
Particolarmente curata è anche la cantina che pur proponendo in massima parte i vini lucani, ormai classificati tra i migliori vini italiani, non manca di avere delle etichette dell’intero territorio nazionale. Tutto questo fa del mulino contesto ideale per chi vuole immergersi in una vacanza ricca di confort, natura, storia e leggenda.